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09/02/12

A Triora, il paese delle streghe

Ve la ricordate quella strega bionda che ogni sera, poco prima di cena, attraversava a cavallo della sua scopa il piccolo schermo delle nostre case per regalare mezz'ora di allegria a grandi e piccini? E poi muoveva maliziosamente il nasino per risolvere a modo suo pasticci e imprevisti, cercando di mettere spesso a tacere la caustica madre Endora?
Sì! Sto parlando proprio di lei ... Samantha, la simpaticissima protagonista di Vita da strega. Una sitcom esilerante che per anni ho sognato di poter interpretare, almeno una volta, in prima persona. E scommetto di non essere stata la sola con questo sogno nel cassetto tra quanti erano bimbi, come me, nei mitici anni Settanta.
Ne è passato di tempo da allora, ma quando penso alle streghe, la prima che mi viene in mente è ancora lei!
E non vi dico quanto mi sia dispiaciuto non poter condividere questi ricordi con Samir mentre ci dirigevamo verso Triora, la città delle streghe.

il falò eciò che resta delle streghe di Triora

Per fortuna anche nel suo immaginario non mancano personaggi, simpatici o terrificanti, capaci di sparire nel nulla, volare nel cielo e ricorrere a incantesimi per risolvere le situazioni più incredibili.
Maga Magò (La Spada nella Roccia), Ursula (La Sirenetta) e la terribile matrigna Grimilde (Biancaneve) sono tra i personaggi più memorabili usciti dagli studios della Disney e da sole forniscono un bel materiale su cui fantasticare.

A Triora troverete calderoni, treccie d'aglio e ... il parcheggio per le scope!!!

Se poi nel calderone aggiungete il ricordo di qualche libricino con streghe e streghette, la storia terrificante che circola tra i banchi di scuola, gli strani personaggi che popolano le notti di Halloween, la figura nerovestita che fa capolino dietro una porticina nel Museo della Stregoneria di questo paesino dell'entroterra ligure, e fate bollire bene ...
Beh! Allora state sicuri che dai fumi

15/11/11

Il Sentiero del Silenzio. Porta della Memoria

Quassù, dove l'orizzonte spesso non ha confini e la quiete delle foreste beneficia ed accomuna chiunque si accosti ad esse, ci si può sentire fruitori di un patrimonio che è svelato a ciascuno, di una "mostra" vivente tutta da leggere e da godere.
E' quindi il caso di gustare questo patrimonio il più intensamente possibile con tutti e cinque i sensi, attenti ai suoni, agli odori, alle luci e alle ombre, al vento e alle piccole cose come ai grandi scenari e agli innumerevoli segni della presenza umana nel tempo ...
"piccole cose e grandi scenari ..."
Sono queste parole di Patrizio Rigoni, Maestro di Scuola e di Vita, a darci il benvenuto all'inizio del Sentiero del Silenzio - Porta della Memoria. Una serie di grandi installazioni in legno e acciaio disseminate tra i boschi, i prati e le radure dell'Altopiano d'Asiago, alcuni chilometri a nord di Gallio. Opere che si fondono e integrano intimamente con la bellezza di questi luoghi, a perenne ricordo di quanto vi accadde nel corso della Grande Guerra.
So che vi potrà sembrare un po' strano trovare questo itinerario in un blog dedicato ai viaggi con bambini, ma chi meglio di loro può gustare questo patrimonio il più intensamente possibile, con tutti e cinque i sensi?
Chi più di un bambino sa inebriarsi del profumo del muschio, ascoltare lo scricchiolio delle foglie sotto i piedi, incantarsi davanti alla resina che gocciola da un tronco, esultare davanti alle cime imbiancate dalla prima neve?
profumo di muschio
Certo, con loro sarà un po' difficile rispettare quel Silenzio che "menti benpensanti" esigerebbero in un luogo creato per commemorare lo spargimento di tanto sangue sacro alla patria.
Ma non sono loro il nostro futuro e i portatori di quella Memoria che, solo se coltivata, continuerà a dare un senso alla tragedia consumatasi quasù più di 90 anni or sono? 
Testimoni
Personalmente sono convinta che le emozioni vissute nell'infanzia, anche sotto forma di gioco e di allegra scampagnata, lascino una traccia profonda in ognuno di noi e possano poi acquisire nuovi significati una volta raggiunta l'età adulta.
Ed è con l'idea di aprire un piccolo spiraglio nella Porta della Memoria che seguo i passi di mio figlio e dei suoi amichetti, intenti a cercare nel sottobosco paletti dipinti d'azzurro per seguire il sentiero che li porterà a scovare tesori il cui significato, al momento, ancora gli sfugge.

01/11/11

Un bel ponte in compagnia

Indecisi fino a poche settimane fa se sfruttare il ponte del 1 novembre per un bel giretto da qualche parte, decidiamo poi di andare a trovare i nonni in Friuli. Ma all'ultimo anche questo programma salta e ci ritroviamo a Marostica con un tempo ancora primaverile che dona allegria e invita ad uscire.
Ne approfittiamo per soddisfare un paio di programmini che teniamo già da un po' nel cassetto dei desideri ...

E' così che sabato mattina ci ritroviamo nella bottega di un ceramista alle prese con argilla, tornio, pennelli, pompette, forni e tutti gli attrezzi del mestiere ...
Samir non sta più nella pelle, curiosa dappertutto, fa mille domande, vuole sperimentare ogni tecnica, si muove nel laboratorio con grande dimestichezza e crea la sua prima opera d'arte ... astratta!

Che poi così astratta non è, per chi sa comprenderla e vederla veramente.
Agli altri sveleremo il mistero prossimamente ...

Domenica ci dirigiamo con degli amici verso il Cansiglio, per goderci una giornata intera all'aria aperta e ammirare per l'ultima volta la natura prima del tanto atteso riposo invernale.
Pian del Cansiglio
Affamati più che mai, ci appostiamo per il pic-nic sotto un cartello che mette in guardia da incontri alquanto particolari
compagno di merende
Ma, a quanto pare, il profumo di porchetta e mortadella

15/07/11

Il titano inginocchiato

Tremava ancora il cuore a Perseo mentre sfrecciava veloce nel cielo. L'impresa era stata lunga e assai pericolosa. A ricordarglielo, c'era ancora l'immagine con tutte quelle strane rocce nella terribile foresta nera, su, nel Grande Nord. Non rocce normali, ma uomini pietrificati nelle pose più bizzarre e terrificanti.
Eppure lui ce l'aveva fatta!
Nello zaino, oramai, c'era la testa di Medusa e il compito affidatogli dal suo signore era stato portato a termine. Ma, a pensarci bene, prima di tornare verso casa, c'era ancora una piccola faccenda da sbrigare: dare una bella lezione a quel rude titano di nome Atlante, che non aveva voluto dargli aiuto e ospitalità nella prima fase della sua missione.
Punirlo sarebbe stata un'impresa da ragazzi.
E infatti, non appena Perseo tirò fuori la testa di Medusa dallo zaino, Atlante si irrigidì all'istante e il suo fardello si trasformò in una montagna gigantesca che avrebbe sorretto per sempre il cielo, con un peso così immenso da costringelo ad inginocchiarsi verso il sole che tramonta nel nord Africa.
Fino alla fine dei suoi giorni.
L'Alto Atlante scendendo dal Tizi n' Tichka
Questa l'origine del Adrar n Dren, secondo la mitologia greca. Una catena montuosa che in lingua berbera significa il Monte dei monti e che gli occidentali chiamano semplicemente Atlante.
Un fenomeno naturale colossale, che con i suoi 700 chilometri attraversa Marocco, Algeria e Tunisia, oltrepassando in alcuni punti i 4.000 metri di altezza.

Noi l'abbiamo attraversato nel suo versante occidentale, diretti da Marrakech verso il Grande Sud e passando per il Tizi n' Tichka, il più alto passo carrozzabile in terra marocchina.
Ammetto che non eravamo minimamente preparati a ciò che questo angolo d'Africa aveva da offrirci e che è stata un'esperienza davvero memorabile.

Che colori!

12/07/11

Al Lago di Calaita, in fuga dal gran caldo


In quest'estate atipica, che ci ha regalato temperature sopra i 30 gradi ad aprile e maggio seguite da un giugno quantomai piovoso, finalmente sembra arrivato il caldo. Che nella nostra zona vuol dire almeno 35 gradi e umidità superiore al 65% ... insomma, per farla breve: un'afa tremenda!
Venerdì pomeriggio ci siamo salvati andando in piscina e il giorno dopo abbiamo colto al volo la scusa del gran caldo per fare un bel giretto in montagna.
Le idee erano molte, ma alla fine ha vinto quella suggerita dal nonno dei bambini in viaggio con noi e non avremo mai parole a sufficienza per ringraziarlo del piccolo angolo di paradiso che ci ha fatto scoprire.
Il Lago di Calaita fa parte del gruppo del Lagorai e si trova oltre i 1.600 metri, in provincia di Trento.
Personalmente non ne avevo mai sentito parlare e, una volta a casa, ho dovuto cercarlo nella mappa per capire in quale angolo d'Italia mi ero deliziosamente persa.
Qui non ci si può arrivare per caso. La strada finisce a pochi metri dal lago e regala fin da subito una vista mozzafiato sul gruppo delle Pale di San Martino.
Siamo saliti fin qua su in cerca di aria fresca e cielo limpido, ma la giornata ci ha regalato un sacco di altre belle sorprese ...
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