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29/03/12

A Marostica per la fioritura dei ciliegi

Una decina di giorni fa su FB ben due blogger suggerivano di visitare il Giappone in questa stagione per poter assistere alla magnifica fioritura dei ciliegi.
La cosa mi aveva fatto sorridere e avevo commentato più o meno così: se il budget non ve lo consente o cercate una meta più facilmente raggiungibile, vi suggerisco Marostica!

ciliegi in fiore a Marostica

Però intorno a me si vedevano, ancora, solo rami spogli e non avevo prove da esibire per convalidare il mio suggerimento.
Ho atteso il passare dei giorni e delle ore con pazienza. Una pazienza che potrei quasi definire nipponica.
Poi, ieri, annuso l'aria e mi dico: ok! è arrivato il momento...

che fioritura, ragazzi!

28/03/12

Inauguriamo la primavera al Giardino di Valsanzibio


Dopo averlo studiato all'università per l'esame di Storia dei Giardini, essermelo ritrovato tra le ville venete mentre mi preparavo a diventare guida turistica ed esserci arrivata a cancelli ormai chiusi un paio di anni fa, capirete bene con che gioia ho accettato l'invito di alcuni amici per trascorrere il primo week-end di primavera al Giardino di Valsanzibio.
Annoverato tra i migliori giardini storici d'Italia, con un percorso simbolico ancora perfettamente fruibile, decine di statue distribuite su quindici ettari di terreno ricoperto da un'incredibile varietà di specie vegetali e punteggiato da giochi d'acqua ancora funzionanti, il giardino voluto dai Barbarigo sul finire del Seicento è una perfetta simbiosi di natura e architettura.
Potrei parlarvi di Perfettibilità e Salvazione, cercare di elencarvi specie arboree ultracentenarie o tediarvi con l'albero genealogico di una famiglia che ha dato i natali anche ad un santo, ma visto che mi è capitato in sorte di visitarlo insieme a quattro diavoletti ...

vi presento le nostre scimmiette: Samir, Giovanni, Isabel e Riccardo


mi limiterò a condividere con voi le scoperte e le risate che quest'angolo di paradiso può regalare ai giovani visitatori.
Appena varcato il cancello, occhi curiosi e piccole dita si mettono alla ricerca della sua attrazione più nota,

16/11/11

Passeggiate autunnali

Se è vero che con l'arrivo della bella stagione cresce la voglia di stare all'aria aperta, è pur vero che non bisogna lasciarsi scappare gli ultimi raggi di sole prima del lungo inverno. E una passeggiata, anche nei dintorni della propria casa, è sempre una splendida occasione per ammirare le novità cromatiche che Madre Natura ha creato per noi e per scoprire i piccoli grandi tesori della nuova collezione autunnale.
colori d'autunno a Borgo Panica
Chi vive in campagna o in piccoli paesi è certamente avvantaggiato e può partire per questa magnifica avventura semplicemente aprendo la porta di casa. Ma non si scoraggino gli spiriti cittadini: il più delle volte basta mezz'ora d'auto per potersi concedere qualche ora di sano relax lontano dai rumori e dall'inquinamento.
Noi abbiamo la fortuna di appartenere alla prima categoria e non ci lasciamo sfuggire occasione per godere di tutto ciò, magari in compagnia di compagni di scuola, vicini di casa, amichetti vari.
Parco giochi di Borgo Panica
Grazie a loro ogni minuto diventa davvero speciale e la fatica del camminare viene allegerita da scherzi, urla e risate. Come è successo qualche giorno fa quando, partendo dal parco giochi di Borgo Panica, ci siamo arrampicati (beh! magari ho un po' esagerato, ma credetemi che nel primo tratto la pendenza non scherza) lungo il sentiero della Fontana Matteazzi, abbiamo raggiunto Roveredo Alta e siamo riscesi in pianura lungo il lato orientale del Castello Superiore di Marostica.
Castello Superiore di Marostica
Chi è abituato a passeggiare con bambini, sa bene che è praticamente impossibile stabilire dei tempi di percorrenza. I loro occhietti curiosi non si lasciano sfuggire nulla e la loro fantasia è sempre pronta a spiegare in maniera curiosa e bizzarra anche gli oggetti più banali che si ha la fortuna di incontrare. Quindi non stupitevi se le tappe esplorative avvengono nei luoghi più impensati, davanti ad oggetti a nostro parere insignificanti e con tempi a dir poco esagerati secondo l'orologio del mondo adulto.
In questa occasione a noi è capitato di rimanere per venti minuti fermi a metà salita solo perchè loro hanno scoperto dei gusci vuoti di lumachine e deciso di raccoglierli tutti per farne una bella collezione da portare a casa!

15/11/11

Il Sentiero del Silenzio. Porta della Memoria

Quassù, dove l'orizzonte spesso non ha confini e la quiete delle foreste beneficia ed accomuna chiunque si accosti ad esse, ci si può sentire fruitori di un patrimonio che è svelato a ciascuno, di una "mostra" vivente tutta da leggere e da godere.
E' quindi il caso di gustare questo patrimonio il più intensamente possibile con tutti e cinque i sensi, attenti ai suoni, agli odori, alle luci e alle ombre, al vento e alle piccole cose come ai grandi scenari e agli innumerevoli segni della presenza umana nel tempo ...
"piccole cose e grandi scenari ..."
Sono queste parole di Patrizio Rigoni, Maestro di Scuola e di Vita, a darci il benvenuto all'inizio del Sentiero del Silenzio - Porta della Memoria. Una serie di grandi installazioni in legno e acciaio disseminate tra i boschi, i prati e le radure dell'Altopiano d'Asiago, alcuni chilometri a nord di Gallio. Opere che si fondono e integrano intimamente con la bellezza di questi luoghi, a perenne ricordo di quanto vi accadde nel corso della Grande Guerra.
So che vi potrà sembrare un po' strano trovare questo itinerario in un blog dedicato ai viaggi con bambini, ma chi meglio di loro può gustare questo patrimonio il più intensamente possibile, con tutti e cinque i sensi?
Chi più di un bambino sa inebriarsi del profumo del muschio, ascoltare lo scricchiolio delle foglie sotto i piedi, incantarsi davanti alla resina che gocciola da un tronco, esultare davanti alle cime imbiancate dalla prima neve?
profumo di muschio
Certo, con loro sarà un po' difficile rispettare quel Silenzio che "menti benpensanti" esigerebbero in un luogo creato per commemorare lo spargimento di tanto sangue sacro alla patria.
Ma non sono loro il nostro futuro e i portatori di quella Memoria che, solo se coltivata, continuerà a dare un senso alla tragedia consumatasi quasù più di 90 anni or sono? 
Testimoni
Personalmente sono convinta che le emozioni vissute nell'infanzia, anche sotto forma di gioco e di allegra scampagnata, lascino una traccia profonda in ognuno di noi e possano poi acquisire nuovi significati una volta raggiunta l'età adulta.
Ed è con l'idea di aprire un piccolo spiraglio nella Porta della Memoria che seguo i passi di mio figlio e dei suoi amichetti, intenti a cercare nel sottobosco paletti dipinti d'azzurro per seguire il sentiero che li porterà a scovare tesori il cui significato, al momento, ancora gli sfugge.

18/10/11

Un week-end tra Mugello e Chianti

E' la prima volta che vinciamo un viaggio e devo dire che è proprio una gran bella esperienza!
Soprattutto se si possono trascorrere tre giorni in un posto da sogno e ritornare a casa stanchi per i molti chilometri percorsi, ma ricaricati di entusiasmo fino in fondo all'anima.
agriturismo in Toscana
Un entusiamo che nasce dal piacere di viaggiare senza una meta e un programma precisi, per ritrovarsi poi immersi in paesaggi da sogno e paesini dove il tempo sembra essersi fermato.
vigneti nel Chianti
L'idea originaria era quella di rilassarci nei dintorni della Fattoria Lavacchio, con qualche bella passeggiata tra le vigne e gli uliveti, un buon libro da gustare sotto il bel sole di Toscana e il canto degli uccellini a far da sottofondo a qualche ora di rigenerante Tai-Chi.
fattoria Lavacchio a Pontassieve
Ma Eolo ci gioca uno dei suoi soliti scherzetti

24/07/11

I laghi di Plitvice

Quel suono, ora soave, ora tumultuoso, non me lo tolgo più dalla testa.
Mi accompagna ad ogni passo, copre la voce, esalta i pensieri, rimbomba a lungo nella mente.
Laghi di Plitvice
Sovrasta il vociare dei turisti che ogni giorno, dalle coste assolate, si dirigono qui a migliaia per ammirare il più antico e più importante parco nazionale della Croazia.
piccole cascate ai Laghi di Plitvice
E' un suono che rilassa, che ti penetra dentro lentamente, che travolge ogni pensiero e lascia la mente libera di vagare tra il turchese delle acque, il verde dei boschi e l'azzurro del cielo.

15/07/11

Il titano inginocchiato

Tremava ancora il cuore a Perseo mentre sfrecciava veloce nel cielo. L'impresa era stata lunga e assai pericolosa. A ricordarglielo, c'era ancora l'immagine con tutte quelle strane rocce nella terribile foresta nera, su, nel Grande Nord. Non rocce normali, ma uomini pietrificati nelle pose più bizzarre e terrificanti.
Eppure lui ce l'aveva fatta!
Nello zaino, oramai, c'era la testa di Medusa e il compito affidatogli dal suo signore era stato portato a termine. Ma, a pensarci bene, prima di tornare verso casa, c'era ancora una piccola faccenda da sbrigare: dare una bella lezione a quel rude titano di nome Atlante, che non aveva voluto dargli aiuto e ospitalità nella prima fase della sua missione.
Punirlo sarebbe stata un'impresa da ragazzi.
E infatti, non appena Perseo tirò fuori la testa di Medusa dallo zaino, Atlante si irrigidì all'istante e il suo fardello si trasformò in una montagna gigantesca che avrebbe sorretto per sempre il cielo, con un peso così immenso da costringelo ad inginocchiarsi verso il sole che tramonta nel nord Africa.
Fino alla fine dei suoi giorni.
L'Alto Atlante scendendo dal Tizi n' Tichka
Questa l'origine del Adrar n Dren, secondo la mitologia greca. Una catena montuosa che in lingua berbera significa il Monte dei monti e che gli occidentali chiamano semplicemente Atlante.
Un fenomeno naturale colossale, che con i suoi 700 chilometri attraversa Marocco, Algeria e Tunisia, oltrepassando in alcuni punti i 4.000 metri di altezza.

Noi l'abbiamo attraversato nel suo versante occidentale, diretti da Marrakech verso il Grande Sud e passando per il Tizi n' Tichka, il più alto passo carrozzabile in terra marocchina.
Ammetto che non eravamo minimamente preparati a ciò che questo angolo d'Africa aveva da offrirci e che è stata un'esperienza davvero memorabile.

Che colori!

12/07/11

Al Lago di Calaita, in fuga dal gran caldo


In quest'estate atipica, che ci ha regalato temperature sopra i 30 gradi ad aprile e maggio seguite da un giugno quantomai piovoso, finalmente sembra arrivato il caldo. Che nella nostra zona vuol dire almeno 35 gradi e umidità superiore al 65% ... insomma, per farla breve: un'afa tremenda!
Venerdì pomeriggio ci siamo salvati andando in piscina e il giorno dopo abbiamo colto al volo la scusa del gran caldo per fare un bel giretto in montagna.
Le idee erano molte, ma alla fine ha vinto quella suggerita dal nonno dei bambini in viaggio con noi e non avremo mai parole a sufficienza per ringraziarlo del piccolo angolo di paradiso che ci ha fatto scoprire.
Il Lago di Calaita fa parte del gruppo del Lagorai e si trova oltre i 1.600 metri, in provincia di Trento.
Personalmente non ne avevo mai sentito parlare e, una volta a casa, ho dovuto cercarlo nella mappa per capire in quale angolo d'Italia mi ero deliziosamente persa.
Qui non ci si può arrivare per caso. La strada finisce a pochi metri dal lago e regala fin da subito una vista mozzafiato sul gruppo delle Pale di San Martino.
Siamo saliti fin qua su in cerca di aria fresca e cielo limpido, ma la giornata ci ha regalato un sacco di altre belle sorprese ...
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