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10/03/12

Pensieri notturni

Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non soportano la luce piena. 
Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione è la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell'anima. 

Michela Murgia - Accabadora

01/03/12

E' notte nel deserto ...

Il deserto ha molte cose belle, ma niente dà più pace agli uomini che lo trafficano che starsene supini la notte al cospetto del suo cielo. L'aria asciutta ha perso anche i minimi vapori del giorno e le stelle vengono giù a cascata da un soffitto basso basso colorato di un violetto traslucido come acqua; si direbbe che ti piovano addosso a catinelle. I profumi del deserto con il freddo sono svaniti, e non resiste intorno un rumore più consistente del respiro del tuo vicino steso poco più in là. Il giorno hai camminato, la sera hai guardato a oriente verso il tuo dio e ti sei nutrito di poche cose grasse e buone. Hai bevuto l'acqua pura e dolce pescata giù in fondo al cuore del Sahara, e ora non ti resta che sistemarti al centro del cielo e metterti in pace con ogni cosa. Ed è quello che tutti fanno.

da Maurizio Maggiani, Il coraggio del pettirosso

Ecco perchè da dieci anni sogno la settimana nell'Akakus

02/02/12

I tempi cambiano, ma certe paure restano

Tutti noi insistevamo sulla distinzione tra "gli ebrei di buona estrazione", quelli che vivevano in Francia da generazioni, che avevano dato il sangue per la patria, e gli ebrei che noi stessi consideravamo come "un'immigrazione di scarto". Eravamo i primi a temere che la capacità di accoglienza dei francesi giungesse al punto di saturazione. Si cominciava a suggerire l'istituzione di un sistema di quote nei confronti degli stranieri, ed erano stati votati alcuni devreti destinati a proteggere i lavoratori che temevano la concorrenza di una manodopera a buon mercato. (...) In Francia prendeva piede l'idea che la misura fosse colma, che si trattasse non più di una semplice infiltrazione che generava disoccupazione, di un elemento di disturbo che imponeva costumi, sonorità e odori sconosciuti o discordanti a un paese incivilito e nobilitato dalla patina dei secoli, di un pericolo per l'identità francese già imbastardita dalle eccessive e sconsiderate naturalizzazioni, ma di una vera e propria "invasione".

Da Mirador. Irene Nemirovsky, mia madre di Elisabeth Gille, Fazi Editore

Togliete "ebrei" e metteteci "extracomunitari".
Spostate il dito sul mappamondo dalla Francia all'Italia.
Fate un salto avanti nel tempo di circa 70 anni.

Cosa vi ricorda???

20/01/12

ricordi di mamma

Era il destino delle madri, ricordare. Ricordare cose che non sa nessun altro, che non importano a nessun altro. Che, quando loro non ci saranno più, se ne andranno insieme a loro. 

da La madre che mi manca di Joyce Carol Oates


Ecco! Un pensiero che, sotto sotto, ha fatto nascere e guida questo blog ...
Con la speranza che i bei momenti trascorsi con Samir, in giro per il mondo o dietro casa, possano dargli conforto e bei ricordi quando non ci sarò più a ricordarglieli.

27/10/11

Ricordando il Topkapi

Appena entrati nel Cortile del Consiglio, tutto fu avvolto da un profondo silenzio. Mi sentivo il cuore pulsare nelle vene della fronte e del collo. Il luogo che avevo tante volte sentito descrivere da coloro che erano stati a Palazzo, da mio zio, adesso, proprio come il Paradiso, era davanti a me come un meraviglioso giardino multicolore. Ma non provavo la felicità di chi sta entrando in Paradiso, provavo paura e un grande e religioso rispetto, capivo di essere un semplice servo del Nostro Sultano e mi rendevo veramente conto che egli era il cardine del mondo. Guardando ammirato i pavoni che si aggiravano nel verde, i bicchieri d'oro legati a con una catenella alle fontane che scorrevano gorgogliando, i dignitari di corte che camminavano vestiti di seta, silenziosi come se non toccassero terra, provai l'entusiasmo di servire il mio sultano.
(da "Il mio nome è rosso")

Brividi!
Mi sono bastate queste poche, bellissime parole di Pamuk per sentirmi di nuovo dentro al Topkapi e rivivere le emozioni

20/10/11

Proprio oggi ...

Ci sono delle cose nella vita che non capitano a caso. Tipo queste righe che un'amica ha scritto su Anobii e che ho letto poco fa ...

Quando una persona che ami muore inaspettatamente, tu non la perdi tutta in una volta: la perdi a pezzo a pezzo, in un lungo periodo di tempo – via via che il suo odore svapora dal cuscino e persino dai vestiti nell’armadio. A poco a poco, tu accumuli le parti perdute.

E' una citazione da Preghiera per un amico di John Irving: libro che sarà sicuramente presto nella mia libreria ...

26/07/11

cos'è l'amore???

Oggi esco un po' dai soliti sentieri che trattano di viaggi e di bambini per parlare un po' di libri (l'altra mia grande passione) e condividere con voi una bella riflessione di Louis de Bernières sull'essenza vera dell'amore:

L'amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa. E quando accade, bisogna prendere una decisione. Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione. Perchè questo è l'amore. Non è l'ardore, l'eccitazione, le imperiture promesse d'eterna passione, il desiderio di accoppiarsi in ogni minuto del giorno. Non è restare sveglia la notte a immaginare che lui baci ogni angoletto del tuo corpo. Questo è semplicemente essere "innamorati", una cosa che sa fare qualunque sciocco. L'amore è ciò che resta quando l'innamoramento si è bruciato; ed è sia un'arte, sia un caso fortunato. 

Che ne dite? C'è di che riflettere, eh?!?!?

Per i più curiosi, la citazione è tratta da "Il mandolino del Capitano Corelli". 

24/07/11

rimedio contro la nostalgia

Vi è mai capitato di provare una nostalgia così struggente per un luogo visitato o per una persona incontrata sul vostro cammino, che il cuore sembra spezzarsi???

In Montedidio di Erri De Luca ho trovato il rimedio giusto nelle parole di un povero aggiustascarpe ebreo fuggito a Napoli dopo l'olocausto:

Quando ti viene una nostalgia, non è mancanza, è presenza, è una visita, arrivano persone, paesi, da lontano e ti tengono un poco di compagnia". Allora don Rafaniè, le volte che mi viene il pensiero di una mancanza la devo chiamare presenza? "Giusto, così a ogni mancanza dai il benvenuto, le fai un'accoglienza." Così quando sarete volato io non devo sentire la mancanza vostra? "No, dice, quando ti viene di pensare a me io sono presente." Scrivo sul rotolo le parole di Rafaniello che hanno rivoltato la mancanza sottosopra e ora sta meglio così. Lui fa coi pensieri come con le scarpe, le mette capovolte sul bancariello e le aggiusta.

Che ne dite ... ci proviamo???
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